I colori di Venezia

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

«Cerco di rendere visibili i vestiti dell’imperatore»

James Turrell

Introduzione

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Venezia è sempre stata considerata città d’arte non solo per ciò che offre ma anche per la varietà di colori e sfumature che essa è in grado di regalare ad un qualsiasi spettatore, e soprattutto ai pittori che scelsero di raffigurarla tramite i suoi mille scorci simili ma sempre diversi, a seconda dei diversi momenti della giornata, dalle prime ore del mattino al crepuscolo.
Se si pensa a questa città si pensa al riflesso dell’acqua, che riflette i raggi del sole e che ne dà un tono verdastro caratterizzante, ma se noi pensassimo a Venezia senz’acqua? Che colore otterremmo osservando solo gli edifici come fosse una qualsiasi città di terra ferma?

Per realizzare questo progetto in modo corretto dal punto di vista della percezione, è stato necessario isolare i vari campioni di colore e per fare ciò ci siamo serviti di un rudimentale schermo di riduzione.
Considerando il fatto che la percezione del colore delle superfici sembra avvenga nello spazio tridimensionale, occorre servirsi di un elemento aggiuntivo quale uno schermo di riduzione di colore neutrale per decontestualizzare il colore in modo da non influenzare il processo di elaborazione del colore.
Questo permette di ottenere il “colore di apertura”, ovvero una pellicola colorata che l’occhio umano percepisce escludendo tutto ciò che nel campo visivo non è il colore testato.

Modus Operandi

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Per cominciare ci siamo procurati una mappa della città di Venezia ed escludendo le isole più piccole l’abbiamo suddivisa in una griglia di 540 quadrati.

Per ogni settore abbiamo selezionato un campo e in esso abbiamo scelto di fotografare il muro presente a nord.
Dove questo criterio non è stato applicabile, ad esempio lungo il canale della Giudecca, abbiamo fotografato il muro della fondamenta.
Abbiamo volutamente scelto di escludere anche i monumenti più celebri come chiese e palazzi storici, per distaccarci dall’immagine pittorica di Venezia, e darne un’immagine non stereotipata.

Per ogni riquadro della mappa abbiamo ripetuto uno stesso criterio di analisi: per prima cosa abbiamo scattato una foto ad una distanza di 30 cm dal muro con uno schermo di riduzione di cartoncino di tonalità neutra con un foro di 30 x 30 cm, ad un’altezza di 75 cm da terra.
Poi, mantenendo la stessa posizione è stata scattata una seconda foto che ritrae lo stesso pezzo di muro da una distanza di 3 metri, ma senza la decontestualizzazione dello schermo di riduzione.

Le foto sono state scattate durante diverse giornate di media nuvolosità nella fascia oraria più luminosa (10.00–16.00). Questo ci ha permesso di lavorare con una luce abbastanza omogenea.
Nonostante ciò, l’imprevedibilità del tempo ci ha costretti a scattare anche alcune foto che presentano sulla superficie da fotografare i raggi diretti del sole, e le conseguenti ombre circostanti, andando a modificare la percezione del colore.
Questo aspetto è stato tuttavia interessante perché ci ha permesso di renderci conto ancor più di come la luce riesca ad influenzare e alterare la nostra percezione visiva.

Aspettative

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

In principio, abbiamo fatto una lista di alcuni risultati che pensavamo di ottenere:

Anche escludendo i monumenti ci aspettavamo una prevalenza di colori con tonalità chiara.

Pensavamo di riuscire a suddividere Venezia in zone distinguibili in base al colore prevalente. Ad esempio ci aspettavamo che il centro della città apparisse più scuro a causa del fitto reticolo di palazzi ravvicinati che poco lascia filtrare la luce del sole, accentuando il deterioramento dei materiali causato dall’umidità; oppure che le zone più nuove presentassero colori più saturi di quelle più vecchie.

Esecuzione

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Armati di cavalletto, macchina fotografica digitale, seconda macchina digitale sostitutiva per emergenze, schermo di riduzione, computer, cavi vari, batterie di ricambio, mappa della città già suddivisa in zone, carta e penna ed eventuali, abbiamo iniziato il nostro giro turistico alternativo alla ricerca del vero colore di Venezia.
Partiti dalla stazione ferroviaria, tra gli sguardi curiosi e sospettosi della gente, abbiamo iniziato a lavorare con un gioco di squadra: Ruggero addetto allo schermo di riduzione, Silvia la fotografa ufficiale, Sara la coordinatrice dei lavori. Dopo i primi dubbi e svariate difficoltà (es. batterie esaurite, schede di memoria piene, macchine fotografiche in sciopero per il freddo, ecc.) abbiamo preso il ritmo del lavoro e abbiamo meticolosamente visitato ogni singolo quadratino della mappa: Stazione, Piazzale Roma, Santa Marta, Zattere, Giudecca… la nostra mappa stava iniziando a diventare una specie di battaglia navale!
Il giro è proseguito verso Sant’Elena, e da lì a Castello, poi Cannaregio, di nuovo Santa Croce e Dorsoduro nelle zone più interne, per concludere in pieno centro storico con San Marco e San Polo… in totale 5 giorni di cammino!
Nonostante il freddo e la fatica, è stata un’esperienza divertente che ci ha permesso di scoprire ogni singola e a volte inaspettata parte di Venezia, meno turistica, più privata.

Riscontri

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Il risultato finale è stato ben diverso dalle nostre aspettative.

Mentre si sostituivano le foto ai quadrati corrispondenti sulla mappa, ci si rendeva già conto che non vi era alcuna suddivisione in zone per colore dominante: anzi la mappa si presenta come un misto di colori, senza nessun ordine. Infatti, anche nelle zone in generale più vecchie di Venezia, si possono trovare palazzi appena ristrutturati e nelle zone nuove, anche edifici costruiti da pochi anni (relativamente al resto della città) si rovinano facilmente.

In realtà non abbiamo trovato molte zone chiare, ma una prevalenza di toni caldi tendenti al rosso, giallo, arancione.

Questo anche perchè molti più muri di quanto ci aspettassimo presentano mattoni a vista. In parte perchè i muri di Venezia devono essere costruiti per necessità in mattoni (essendo il sottosuolo sabbioso in continuo assestamento, è sconsigliabile utilizzare materiali da costruzioni con poca elasticità come il cemento) e spesso si preferisce lasciarli a vista, e in parte perchè avendo fotografato le parti più basse degli edifici si nota come l’intonaco abbia ceduto all’usura e all’umidità, rivelando lo strato sottostante di mattoni.

Inoltre ci siamo resi conto che forse l’aria di Venezia non è così pulita, vista la patina grigiastra che riveste la maggior parte delle pareti degli edifici, causata probabilmente dall’inquinamento atmosferico.

Risultato

Aprile 1, 2008 di coloridivenezia

Una mappa interattiva di Venezia, che racchiude i risultati del nostro progetto.
Cliccando su ogni quadrato della mappa è possibile visualizzare a lato il particolare del muro con sfondo neutro, e la foto del contesto dal quale è stato estrapolato.

Mappa dei Colori

dati tecnici:
si consiglia la visione su Mozilla Firefox
risoluzione consigliata 1024×468

Si raccomanda un po’ di pazienza una volta aperta la pagina… sono “solo” 540 foto da caricare!

per Microsoft Internet Explorer:
http://colorivenezia.altervista.org/mappa_IE.html